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Cake day: 2022年11月7日

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  • @mau anch’io ho gli stessi dubbi e non sono di natura deduttiva (soprattutto oggi, in tempi di mediocrità e scarsità culturale, non bisogna mai sopravvalutare la competenza di qualsiasi istituzione, foss’anche particolarmente prestigiosa, quel è la Chiesa) ma proprio perché non mi sembra né un testo generato dalla IA né un testo sintetico pur abbondantemente rimaneggiato.

    Ma si sa che oggi, in tempi di mediocrità e scarsità culturale, (sì, mi ripeto…) prendere Pangram, dargli in pasto un testo e ottenere un qualsiasi risultato ti autorizza a imbrattare quattro colonne su un giornale

    @aitech











  • @mrphelz

    ho premesso di non essere un educatore

    tranquillo, non dipende da questo: di fronte alle sirene “rivoluzione digitale” gli educatori spesso sono stati un megafono e sono diventati parte del problema… Purtroppo sono anni che educatori e non educatori vengono bombardati da una promozione continua dei vantaggi della “digitalizzazione”, e tutto questo senza ch vensse dato spazio alle voci critiche, se non a qualche pittoresco neoluddista. Quando il dibattito manda o viene rappresentato in modo alterato, vengono meno gli anticorpi.

    Il problema dei libri digitali per esempio è nato proprio a causa della mancanza totale di un serio dibattito in seno all’opinione pubblica sull’argomento e su questo, l’anno scorso si è avuto un tracollo totale di cui gli insegnanti sono stati i principali responsabili

    qualsiasi tablet odierno (che non sia una cineseria da 20€) è perfettamente utilizzabile per svariati anni

    Non in mano a un ragazzo

    non serve connettività 24/7 per utilizzare dei libri su un tablet

    Quando hai un tablet, ti connetti: è la realtà

    non è necessariamente uno svantaggio

    è una delle cose che impattano di più sulla formazione di una mappa mentale della conoscenza

    anche perchè la possibilità di ricerca è inutile se non sai cosa cercare

    Gli LLM hanno reso obsoleto questo assunto: sarà evidentemente inutile per lo sviluppo cognitivo, ma non ai fini degli eventuali esercizi da svolgere

    @giacomo @informapirata @scuola


  • @mrphelz perdona la franchezza, ma sono convinto che quasi tutto ciò che hai detto sia sbagliato.

    sono dell’idea che nel 2026 sia totalmente anacronistico andare ancora avanti a fare lezione con libri, quaderni, fotocopie, schede e compagnia bella.

    D’accordo con te sulle fotocopie, ma libri e quaderni sono una risorsa non paragonabile a qualsiasi altra risorsa digitale: il modo stesso con cui puoi leggere e studiare un libro di testo attiva connessioni che restano inutilizzate quendo studi su un supporto digitale e rinforza in maniera spaziale e tattile la percezione strutturale dell’opera; ancora di più scrivere su un quaderno e studiarci sopra è un esercizio incredibilmente più produttivo per il consolidamento cognitivo dello studente

    anche solo dal punto di vista meramente logistico: con 500g di tablet hai tutto.

    500g di tecnologia estremamente costosa che mediamente dopo un anno e mezzo diventano spazzatura elettronica? Una porta di accesso alla schiavitù della connessione perpetua? Uno strumento che ti consente di trovare tutte le risorse necessarie senza neanche doverti ricordare dove si trovino?

    senza contare che potrebbe essere l’occasione per fornire ai ragazzi una giusta educazione digitale.

    Ogni volta che qualcuno parla di “educazione digitale” muore un esperto di didattica dell’informatica e @giacomo riceve una piccola scossa al cuore! L’educazione digitale, se vuoi definire in tal modo quello che dovrebbe essere un percorso di padronanza della tecnologia informatica non passa attraverso la somministrazione di dispositivi basati su software proprietario e su sistemi estremamente chiusi.
    In realtà, “l’educazione digitale” viene iniettata in maniera molto più proficua se passa prima attraverso esercizi materiali, basati sul gioco manuale e sulla proiezione di schemi logici su carta

    @informapirata @scuola


  • @RinaldoGiorgetti nessuno è immune ai furti, ma dove c’è più da rubare c’è più rischio. Il surplus di ricchezza determinato dal semplice risparmio o dalla vera e propria tesaurizzazione, costituisce il principale elemento di attrazione per il ladro e ne determina il rischio.

    La strategia più accorta è quella mitigare il risparmio e la tesaurizzazione o quantomeno non concentrarli in un unico punto di vulnerabilità.

    A me dispiace per la vecchietta che nasconde i soldi della pensione o i gioielli dentro lo sciacquone, perché non ha gli strumenti per gestire il proprio surplus. Ma verso chi si fa rubare la collezione di Patek Philippe, la pinacoteca privata o la collezione di reperti archeologici non riesco a provare empatia

    @news


  • @RinaldoGiorgetti AHAHAH 🤣 È vero.
    Io da quando ho smesso di essere un bambino non ho mai più avuto paura dei ladri. Se mi entrano in casa non potranno mai metterla più in disordine di quanto non lo facciano già i miei figli e tra le cose a cui tengo (libri, foto e computer) non ce n’è una sola che susciti l’interesse dei ladri di appartamento 🤣

    Naturalmente capisco il terrore di chi vive nella villa isolata ed è pieno di ori, gioielli, orologi, monete preziose, quadri di valore e altri serbatoi di ricchezza, ma di certo non riesco a empatizzare con loro.

    Gli altri invece sono solo dei poracci che per sentirsi un po’ ricchi anche loro, si limitano a partecipare delle paure dei ricchi veri

    @news











  • @mau il Fediverso è un’infrastruttura, non un social. La scalabilità è possibile, ma il problema è la comprensibilità da parte del pubblico.

    Secondo me è il modo che abbiamo attualmente di utilizzare il Fediverso che non è sostenibile e che diventerà obsoleto: al momento la maggior parte dell’utilizzo del Fediverso avviene con utenti di un’app clone di Twitter o, ancora peggio, utenti che accedono al browser del proprio smartphone per caricare un’interfaccia web simile a Twitter e fare le cose che fa un utente Twitter.

    Ma quella popolazione diventerà una delle tante componenti del Fediverso e non una delle più importanti dal punto di vista della produzione dei contenuti. Il futuro sono blog e newsletter integrati con Activitypub, forum federati come citiverse.it o feddit.it, app commerciali come Flipboard e Surf, app open source come Raccoon for Friendica, software come Wafrn o Bonfire o come il non ancora nato “Fedi-LinkedIn”.

    Naturalmente tutto questo potrà succedere solo se l’attuale pubblico resisterà ancora abbastanza da creare un minimo effetto rete.

    @SerByron @fediverso