All’inizio de 𝘐𝘭 𝘤𝘢𝘴𝘰 𝘑𝘢𝘯𝘦 𝘌𝘺𝘳𝘦, Jasper Fforde tira in ballo “l’etere 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗼𝗰𝗹𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼”.
Non appartenendo all’italiano standard, non si trova in nessun dizionario. Ragionando quindi un po’ sull’etimologia - dal greco ‘chronós’ (tempo) e ‘kláein’ (rompere, distruggere) - e l’assonanza con iconoclasta, ho ipotizzato potesse significare “spazio indefinito, senza tempo”. Magari riferendosi alla capacità del personaggio descritto di “fermare gli orologi”.
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