

A me è sempre sembrato un film pallosissimo.
Milano mi fé, disfecemi Firenze.
Nel tempo libero faccio le cose belle, ovvero:
- leggo (saggistica);
- suono;
- ascolto musica;
- bevo tè;
- faccio la spesa;
- sto al PC/telefono;
- faccio Pilates;
- ascolto podcast;
- mangio;
- dormo;
- guardo Netflix;
- leggo “il Post”;
- vado alle manifestazioni;
- medito.
Nel tempo non libero:
- aspetto di avere del tempo libero per fare qualcosa di bello.
Mi piace che sui social ci si dia del “tu”. Chi preferisce il “lei” me lo dica e mi adatterò.


A me è sempre sembrato un film pallosissimo.


I telefilm (o le “serie”, come li chiamiamo oggi) non valgono?
Se valgono io metto Star Trek. 😁


La meditazione potrebbe aiutare. O la Mindfulness, se preferisci.


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E consideriamo che con l’avvento dei fondi pensione integrativa, ormai una percentuale enorme di lavoratori è chiamata a fare scelte di investimento finanziario, con l’obiettivo tutt’altro che marginale di farsi una pensione integrativa.


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Magari mi sbaglierò ma credo che chi avrebbe più bisogno di leggere questo genere di articoli sono proprio le persone che non li leggeranno mai.


Forse il problema da affrontare è proprio che mezzo Fediverso è su Mastodon. 😁




Ma non è vero… funziona benissimo… guarda qui come scrivo bene 😁


“mentre in Cina vige un sistema monopartitico che nella nostra cultura è considerato sinonimo di dittatura”.
Già… chissà come c’è venuto in mente di stabilire una correlazione così ardita.
Leggendo questo post ho pensato “ma chi è 'sto Desogus?”.
È un professore universitario di letteratura italiana.
Quindi diciamo che queste sue opinioni hanno l’autorevolezza di un saggio di Mario Draghi sui Promessi Sposi.
Per completezza va aggiunto che Mario Draghi fino ad oggi non ha ritenuto fosse il caso di farci avere una sua analisi sul personaggio della monaca di Monza, e di questo penso dovremmo essergli grati.


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E io ti capisco, seppure per motivi diversi (Iron Maiden, Venom, Motorhead), ma sono pur sempre quelli che mettono l’ananas sulla pizza. E non hanno mai chiesto scusa! 😁


Ma non è vero…
Tra l’altro l’articolo che hai condiviso parla di altro, parla della ricondivisione di foto o video che io ho mandato su WhatsApp. In pratica, io ti mando un mio video privato su WhatsApp e tu lo fai girare.
Nel post originale si parla di video fatti in pubblico o in luoghi aperti al pubblico che non sono neanche stati condivisi.
Io non penso proprio che quel cartello abbia un qualche valore legale.
In Italia gira questa idea che uno mette un cartello “è vietato…” e quella cosa diventa vietata per davvero. Un cartello può RICORDARE che una cosa è vietata a norma di legge ma non può vietare cose così… perché a qualcuno è venuta voglia di vietare.
Se la vendita di quegli occhiali è permessa nessuno può vietarmi di usarli.
Altra cosa è la pubblicazione dei video che faccio con quegli occhiali.
Ripeto, la legge sulla privacy è una cosa complicata, le leggi in genere sono cose complicate perché spesso tutelano diritti in contrasto tra loro e quindi di volta in volta il giudice è chiamato a decidere quale prevalga in una determinata situazione.
@d_von_bern
Non è che tutti quelli che usano lo schwa siano dei linguisti, a volte viene usato a cazzo di cane, più come simbolo identitario che come simbolo linguistico.
E, comunque, usarlo come si deve è parecchio complicato, avevo letto in libro di Vera Gheno alcune regole grammaticali per il suo utilizzo e non erano affatto semplici. Molti pensano che basta metterlo in fondo alla parola e fine.