“«Una folla era venuta ad attendere l’arrivo della nave. Sembrava proprio che tutti gli ebrei fossero lì: gli ebrei assimilati e i rabbini con le lunghe barbe e i peyes; ragazze con impresso sul braccio un numero dai campi di sterminio di Hitler; funzionari di organizzazioni sioniste con cartelle rigonfie; studenti di yeshivah con il cappello di velluto e la barba incolta; donne di mondo con le facce imbellettate e le unghie rosse». Così il protagonista del racconto Il figlio descrive le persone che, come lui, attendono sulla banchina di New York che qualcuno scenda dalla nave partita da Israele: ogni persona che aspetta ha una propria storia personale, così come ognuna delle persone che, pian piano, inizia a sbarcare dalla nave dopo un lungo viaggio, storie diverse pronte a incrociarsi. In questo racconto di Singer, da questa raccolta ripubblicata da Adelphi all’interno del meritorio progetto editoriale sull’opera dello scrittore di origine polacca, sono racchiusi, proprio come nel ventre della nave da cui non finiscono mai di uscire i passeggeri, alcuni dei nuclei centrali della sua opera.”


