Conoscete tutti Nick Cave.
Oltre a essere grande cantautore, aveva fama anche di grande antipatico per non dire altro.
Poi ha perso due figli: nel 2015 il più piccolo, 15 anni, caduto da una scogliera. Nel 2022 il più grande, 31 anni.
E lui, Nick, è stato salvato dai fan.
C’è che già dal 2018 ha iniziato questa cosa fantastica: un sito, Red Hand Files, in cui risponde alle lettere dei fan.
Oltre 250 risposte a oggi, su 60 mila lettere (che credetemi, per la profondità con cui sono scritte sono un’enormità).
I temi sono intimi e profondi: la ricerca di un senso della vita, il superamento del dolore, il rapporto con i familiari.
Ogni puntata è un colpo al cuore, di un’intimità e genuinità che solo gli artisti che se ne sbattono di tutto possono portare.
Al New York Times ha raccontato che quelle lettere gli hanno rivelato qualcosa di sé che non sapeva «neanche esistere».
«I Red Hand Files sono un esercizio spirituale. Richiedono che io dedichi una certa quantità di tempo ogni settimana alla parte migliore e più compassionevole di me. Sto migliorando».
Mi ha colpito come una delle persone più famose al mondo abbia scelto un mezzo «vecchio» per creare uno spazio di dialogo con i propri lettori sincero, genuino e positivo.
Link al sito: https://www.theredhandfiles.com/

