🍝 Ho appena finito di leggere “Nemico Invisibile” di #LinoAldani.
E’ sempre il tropo del cosmonauta che impazzisce nello spazio, ma ha una dimensione “interattiva” che lo rende molto più potente. Non viene devastato dalla solitudine, ma l’astio verso i compagni di missione che lo portano ad avere deliri di onnipotenza.
In più la narrazione in prima persona che poi a un certo punto passa a seconda è una bomba: il MC che si osserva, si giudica, si condanna… ma non si ferma.
Ancora una volta, Aldani ha una morale molto cinica con cui sono in forte disaccordo, ma quanto cazzo è scritto bene.
La parte più potente è che mi ispira. Mi ispira a scrivere un racconto in risposta, di un “alleato invisibile” che nella stessa situazione invece tira fuori il meglio di sé e tiene il gruppo unito in condizioni disperate grazie alla sua incrollabile fiducia.
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