NIENTE SIRI IN EUROPA: le scuse di Apple che puzzano tantissimo di farsa…
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Apple annuncia la “nuova Siri” dentro Apple Intelligence, poi aggiunge il dettaglio che in Unione Europea diverse funzioni su iOS e iPadOS non arriveranno “a breve”. La narrativa è semplice: “ce lo impedisce l’Europa”. Ma il punto interessante è come lo stesso fatto venga pesato e incorniciato per spostare il colpevole: da “scelta di prodotto e di compliance” a “divieto politico”. E infatti, su Mac le funzioni risultano disponibili, segnale che non è un limite tecnologico inevitabile, ma una decisione selettiva.
Dal lato UE, il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ribalta l’accusa: il DMA non vieta di lanciare prodotti, chiede interoperabilità nel rispetto di privacy e sicurezza; sarebbe Apple ad aver cercato un’esenzione e a non aver ancora presentato soluzioni conformi. Dentro questa frizione si legge un pattern già visto: l’uso della sicurezza come argomento competitivo e la “malicious compliance”, cioè rispettare la lettera della norma nel modo più sgradevole possibile per far apparire assurda la legge.
Quando una multinazionale riesce a far tifare gli utenti contro le proprie tutele, la posta in gioco non è Siri: è chi governa davvero il telefono in tasca e quanta scelta resta all’utente.
Il post di @lastknight
Proviamo a cambiare gli ambiti:
«Eh, noi vorremmo tantissimo portare le nostre succose bistecche piene di ormoni e fitofarmaci in Europa, ma quei cattivoni di legislatori europei ce lo impediscono.»
Ma per fortuna che l’EU ha emanato leggi più sensate e rispettose di quelle che sono nel far west USA!@katttivizzima esattamente. Purtroppo “il pubblico” risponde solo ai messaggi emotivi e la clientela di Apple è mediamente antieuropea e poco sensibile all’impatto positivo della regolazione normativa. Chi ha gestito questa campagna lo sa mooolto bene


