Con decenni di anticipo, Roald Dahl ha descritto due piaghe del XXI secolo.
Ne ‘Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra’ si parla delle truffe alle persone fragili. Si cambia mezzo, dalle lettere alle vedove alle telefonate di finti carabinieri, ma il risultato è identico.
Ne ‘Lo scrittore automatico’ invece come non scorgere tutta la spazzatura che ormai ci propina l’IA? Perché dubito che dietro certi libri ci siano persone vere.


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Io cercavo un racconto breve per far riflettere i miei alunni (3º e 4º ESO, equivalente ai due primi anni della scuola secondaria di secondo grado) sugli effetti dell’IA e mi sono imbattuto in quello del Rodari che va a pennello.