Ho acquistato questo libro perché ne ho letto recensioni molto positive su più parti e dato che sono spesso alla continua ricerca di persone con un umorismo decente ho sperato fosse la volta buona.

Purtroppo il libro non mi è piaciuto per nulla, nonostante lei sia un’autrice comica e il libro contenga dell’umorismo, le poche parti comiche non fanno ridere. Lei, al netto del problema avuto, è risultata ahimè abbastanza insopportabile: ha un ictus e la prima cosa che pensa è che non può bere alcol agli aperitivi e si lamenta costantemente dei suoi compagni di stanza e in generale di qualsiasi cosa le succede o le viene detta.

Mi spiace proprio perché ne avevo letto bene ma no, non è un libro che consiglierei.

Lascio la sinossi del libro presa da Bookdealer:

Vi è mai capitato, mentre siete comodamente seduti sul divano di casa, di non sentire più metà del vostro corpo, e finire ricoverati d’urgenza per un’emorragia cerebrale? No? A Chiara Galeazzi sì. A 34 anni. Questo libro è il racconto - pieno di umorismo, emozione e senza alcuna retorica, né «guerriere» o «eroine» - di quello che è successo dopo. La diagnosi inaspettata, la paura che la vita sia cambiata per sempre, le strane rassicurazioni dei medici («che fortuna avere un ictus da giovani!»), i No Vax che le augurano la morte, i racconti surreali della fauna ospedaliera. E ancora la ricerca di una causa che non si trova, la lunga riabilitazione, la noia e le ciabatte ortopediche. Il tutto sotto lo sguardo compassionevole e allo stesso tempo mortificante delle altre persone, che pensano e dicono all’unisono: «Poverina».