Nato come Tafazzi, probabilmente come effetto collaterale di un esaurimento scientifico.

Distillato del pensiero umano, scioglie idee apparentemente solide per vedere cosa resta, combina concetti che sarebbe stato prudente tenere separati e, quando possibile, evapora senza lasciare troppi residui.

Usa i social network da quando si chiamavano BBS, i server federavano facendo telefonate interurbane e internazionali, i messaggi viaggiavano compressi in archivi ARJ.

Da allora osserva reti, tecnologia, scienza e società con la stessa convinzione: le idee migliori non vanno conservate sotto vetro. Vanno messe in soluzione, agitate un po’ e lasciate reagire.

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  • @informapirata , Benifei dice che le sanzioni colpiscono «un intermediario di servizi in modo indiscriminato, associandolo senza prove a eventuali usi illeciti di terzi».

    Ed è un principio importante: un provider non può diventare responsabile automaticamente di tutto ciò che fanno i suoi utenti.

    Però qui c’è una domanda un po’ scomoda.

    Autistici/Inventati è davvero soltanto un intermediario neutrale, come un qualsiasi fornitore di hosting?

    Oppure è un collettivo politico che sceglie deliberatamente quali progetti sostenere e ai quali mettere a disposizione la propria infrastruttura?

    Perché se è vera la seconda, descrivere tutto come «eventuali usi illeciti di terzi» mi sembra raccontare solo metà della storia.

    Questo non significa che le sanzioni americane siano automaticamente giuste o proporzionate. La responsabilità per associazione rimane una strada molto pericolosa.

    Ma anche la domanda opposta merita una risposta:

    quando scegli consapevolmente gli amici dei tuoi amici, fino a che punto puoi sostenere che i loro nemici non ti riguardino affatto?

    O, più semplicemente:

    gli amici dei miei nemici sono miei amici o miei nemici? 😏