Critica lo Stato di Israele e si ritrova indagato per odio razziale, antisemitismo, minacce e legami col terrorismo islamico
Una critica al governo di Israele, inviata con un messaggio privato su Instagram al console onorario dello stato israeliano a Firenze Marco #Carrai, è costato un lungo calvario giudiziario per il riminese Giovanni Grandi, ex operatore della missioni di peacemaker all’estero della Papa Giovanni XXIII, e la figlia Teresa finiti indagati con le accuse di istigazione all’odio razziale, antisemitismo, minaccia a corpo diplomatico, diffamazione aggravata e sospettati di legami col terrorismo islamico.
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