Perché non farò più parte dell’associazione Fedimedia

Oggi 8 settembre ricorre un anno dalla costituzione dell’associazione Fedimedia Italia Associazione di Promozione Sociale, di cui sono socio fondatore, membro dl Consiglio Direttivo e Segretario.

Dopo un anno ho deciso che rassegnerò le dimissioni da socio e da tutte le altre cariche.
Il motivo principale è che ritengo che gli obiettivi dell’associazione non abbiano trovato compimento rispetto a quanto stabilito nello statuto, né sono più compatibili con i miei obiettivi.

Fedimedia infatti si è distinta soprattutto per la partecipazione a eventi e convegni, sempre organizzati e gestiti da altri attori (come è anche comprensibile in una fase iniziale), ma non è mai riuscita a organizzare un’iniziativa autonoma che non fosse limitata alla comunicazione web e social.

La comunicazione di Fedimedia inoltre avviene sempre e soltanto attraverso i canali social gestiti da Devol, in particolar modo gli account su mastodon.uno e pixelfed.uno.
La gestione di questi account e la scelta dei contenuti pubblicati non è mai sottoposta né all’Assemblea dei Soci, né al Direttivo, ma viene decisa in maniera centralizzata dal Presidente dell’associazione, Filippo Della Bianca, e i contenuti vengono pubblicati sempre sulla comunità “fediverso” di diggita.com, una comunità, gestita sempre da Devol, che di fatto rappresenta per lo più una rassegna di comunicazioni istituzionali delle istanze Devol; al contrario non viene mai utilizzata la comunità @fediverso di feddit.it che, oltre a essere ben più nota, più plurale e storicamente più consolidata come community di informazione indipendente, è comunque gestita da un associato di Fedimedia (nello specifico io, che insieme a Skariko, il gestore del blog Le Alternative, gestiamo tutta l’istanza Lemmy feddit.it). Se è pur vero che non mi aspetto vantaggi dalla partecipazione a un’associazione che dovrebbe promuovere tutto il Fediverso, non posso certo prendere parte a un’associazione che danneggia in primo luogo i miei progetti.

Questo modo di fare, infatti, oltre a rappresentare uno sgarbo tra soci, costituisce anche un danno di immagine per la comunità che gestisco, la quale viene espressamente ignorata, non essendo mai presa in considerazione per la comunicazione istituzionale di Fedimedia. Una comunicazione che, ripeto, a un anno dalla costituzione dll’associazione, non è stata ancora normata e che non è soggetta a un’analisi condivisa sulle ricadute comunicative e reputazionali che potrebbe innescare.

Gli altri motivi per cui non proseguirò la mia collaborazione in Fedimedia, sono poi legati alle modalità di gestione formale dell’Associazione.

Benché lo statuto dell’Associazione lo richieda espressamente (lo richiede entro un anno dalla costituzione e comunque entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale), non è mai stata convocata un’assemblea dei soci. Inoltre non è stato mai convocato neanche un Consiglio Direttivo.

Sono state poi portate avanti iniziative discutibili come la campagna comunicativa per iscriversi all’associazione che rimanda a un form, presente sulla home page dell’associazione (cloud.mastodon.uno/apps/forms/…) che (oltre a presentare inizialmente un grave problema che ho dovuto segnalare personalmente: la mancanza di una privacy policy; privacy policy che successivamente è stata poi stilata, ma senza alcun passaggio in Assemblea o presso il Direttivo, e solo successivamente alle prime “adesioni”) ne presenta un altro, ancora peggiore: tutti noi soci sappiamo che in questo momento non c’è alcuna possibilità di accettare nuove adesioni, dal momento che non esiste né un vero libro soci né un sistema minimamente automatizzato di gestione dei membri; e ogni nuova adesione dovrbbe essere sottoposta all’approvazione del Consiglio Direttivo entro 60 giorni dalla domanda di ammissione.

Il form di adesione però è così incoerente da poter sembrare addirittura ingannevole: infatti l’adesione deve essere presentata in forma scritta ma da nessuna parte è stato deliberato che quel form rappresenti una forma scritta di iscrizione…

Sappiamo bene che chiunque si sia iscritto a quel form nutre fiducia verso Fedimedia e verso i membri che ne fanno parte e che nessuno di loro vorrà esigere una spiegazione per una richiesta di adesione che può rimanere sospesa in eterno (secondo la privacy policy, finché la richiesta di adesione non viene discussa dal Direttivo…), ma credo che proprio perché gli aspiranti soci di Fedimedia hanno voluto concedere la propria fiducia, noi soci di Fedimedia dovremmo mostrare maggiore rispetto verso chi ce la concede.
L’articolo 3 dello Statuto infatti ci dice che:

3.3. Ammissione dei soci: La domanda di ammissione deve essere presentata in forma scritta al Consiglio Direttivo, che decide
motivatamente sull’accoglimento entro 60 giorni. L’ammissione del nuovo socio, una volta deliberata dal Consiglio, si perfeziona con
l’iscrizione nell’archivio digitale dei soci e la sottoscrizione del presente statuto

Naturalmente ricordo che la gestione dei dati personali dei sottoscrittori è gestita da persone che non sono mai state designate formalmente da alcun organo collegiale e io stesso, pur essendo Segretario dell’Associazione, non vi accedo!

Come se non bastasse, da quello che mi è stato detto, lo Statuto portato in Agenzia delle Entrate insieme all’Atto Costitutivo (entrambi purtroppo molto diversi da quelli inizialmente discussi e approvati tra noi soci fondatori) non sembra compatibile (almeno secondo me) con i requisiti formali richiesti dal RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore; per questo, avevo chiesto che venissero apportate delle modifiche al suddetto Statuto; modifiche alle quali nessuno ha pensato di iniziare a dedicarsi, con l’obiettivo di presentarle all’assemblea per l’approvazione.

Ad oggi inoltre, sembra che alla data attuale l’Associazione non disponga neanche di una “ricevuta” da parte dell’Agenzia delle Entrate che ci potesse consentire di procedere all’accreditamento della ONLUS presso un qualsiasi altro ente, rendendo piuttosto difficile svolgere quella seria attività di “lobbing” che un’associazione come Fedimedia avrebbe dovuto operare presso le istituzioni, le scuole o anche solo presso altre associazioni o realtà tecnologiche italiane. Ma in effetti io stesso non dispongo neanche di una ricevuta che attesti formalmente il mio pagamento della quota associativa e la mia appartenenza all’Associazione…

Sono consapevole del fatto che gli adempimenti formali siano complessi e che tra di noi ci sia una certa allergia alla burocrazia, ma purtroppo la serietà di un’Associazione viene valutata anche da come ci si sa interfacciare con le istituzioni; sono anche consapevole di non essere riuscito a offrire un valido contributo per forzare l’associazione a cambiare rotta; ma soprattutto sono consapevole che se non sono riuscito fino ad ora a farlo, difficilmente sarò in grado di farlo in futuro.

Per questo ho preferito rassegnare le dimissioni da Fedimedia e spero che chi resterà nell’associazione possa essere in grado di costruire senza di me qualcosa di più efficace e di più efficiente per il Fediverso italiano.

  • filippodb - fddtM
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    1 hour ago

    rispondo subito anche perché sono nodi a cui tengo:

    L’associazione è nata ed è operativa, anche se con qualche inevitabile affanno amministrativo. In particolare, per le comunicazioni quando riuscivo a ricordarmene, rilanciavo comunque i messaggi più importanti su Feddit e sugli altri canali:

    https://mastodon.uno/@fedimedia/116996411027128850

    Qua in vista del più importante evento italiano dedicato al software libero SFSCON e dell’evento europeo digital indipendence day. Inoltre abbiamo come ospiti gente di KDE FSFE, document foundation e siamo in ottimi rapporti con le associazioni, cosa non scontata, vedi quelli che volevan diventar soci ma che hanno rotto con tutte le associazioni.

    Quindi rilancio l’appello: se qualcuno può dare una mano, in questo momento ne abbiamo davvero bisogno. questa settimana, come Fedimedia, siamo impegnati alla conferenza annuale di LibreOffice della document foundation, dove parleremo di Fediverso. Tra due mesi, inoltre, organizziamo il Digital Independence Day.

    Per fortuna molte persone stanno già aiutando, ma sulla gestione della cassa e sul ruolo di segreteria siamo in difficoltà oggettiva. Siamo oggettivamente in ritardo e, senza un supporto concreto, rischiamo di rallentare tutto l’iter.

    Per quanto riguarda gli eventi di Bruxelles, così come tutti gli altri, sono sempre stati invitati tutti: semplicemente, in quelle occasioni, siamo andati solo in 3.

    Qui però il problema è diverso: sulla parte amministrativa siamo oggettivamente in difficoltà e c’è bisogno di una mano concreta. Non è una questione di volontà, ma di tempo e di carico di lavoro. Se qualcuno può occuparsi di cassa e segreteria, ci permetterebbe di andare avanti molto più velocemente.

    i rallentamenti ci sono e non li nego, D’altronde per Bolzano sono mesi che ci lavoriamo e ci sarà 18 talk di 18 persone! , più tutto il gotha italiano del software libero a vederci, insomma non stiamo in una stanzetta a parlarci con gli amici. chi ha visto l’evento al politecnico di Milano o con Stallman, a Bruxelles in mezzo a tantissima gente che ci faceva i complimenti, gente che ha fatto il fediverso. Capisce cosa abbiamo creato in un anno.

    Per le pre iscrizioni è ovviamente un modulo che raccoglie l’interesse per l’associazione non solo per diventare soci e abbiamo raccolto più di 200 iscritti anche qui un bel risultato:)

    Ok serve organizzarla meglio, ma lo scopo nel primo anno era farsi riconoscere e farsi invitare a grandi eventi al di fuori del fediverso per dare valore a tutto, no?

    Se poi la fase amministrativa è da sistemare là si sistema meglio. Spero anche con Francesco anche perché mi dispiace non averti mai incrociato agli eventi. Per quanto riguarda gli altri progetti come fedisky io mi domando perché non sia ancora stato messo su fedimedia perché è fantastico avere un progetto così aperto. Per l’account fedimedia è su m1 per farlo crescere meglio da zero ora che è molto seguito potete anche spostarlo se lo gestisce un’altro io sono contentissimo tanto lavoro in meno!.

    Il bello è che io pensavo a fedimedia per lavorarci poco con gli altri, per me più gente ci mette le mani e meglio è per tutti.

    Detto sinceramente io questa settimana sono impegnato tutti i giorni con la document foundation per creare appunto le fondazioni per i rapporti futuri, saremo a cene e convegni

    Come associazione la prox settimana facciamo un assemblea e portiamo tutti i punti. Aiutatemi però perché sinceramente molti compiti vorrei sollevarli da me. Già se mi trovate data, ora, sistema di comunicazione per l’assemblea sarebbe un aiuto importante. Grazie! Spero si sia capito che l’inizio è difficile ma le fondazioni sono solide e poi sarà tutto in discesa.