La nuova indagine di GlobalWitness, condotta in collaborazione con Foxglove, un’organizzazione legale senza scopo di lucro e il ricercatore indipendente Dagim Afework Mekonnen, mostra come Facebook sia estremamente carente nel rilevare l’incitamento all’odio nella lingua prevalente dell’Etiopia, mostrando un atteggiamento molto simile a quello già adottato in Birmania.

Facebook afferma che l’Etiopia è “una delle nostre massime priorità per gli interventi specifici per paese per proteggere le persone” e che per più di due anni ha investito in misure di sicurezza e protezione “incluso lo sviluppo della nostra capacità di catturare contenuti che incitano all’odio nelle lingue più parlate nel paese”. In particolare, affermano di aver assunto più personale che parla amarico e di disporre della tecnologia per identificare automaticamente l’incitamento all’odio in amarico. Affermano inoltre che loro interventi si basano “sullo stato dell’arte nel settore”.