Protezione Civile
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Lo so l'estate è lontana e parlare del mare in autunno inoltrato vi porta nostalgia, ma oggi affronteremo uno dei più insidiosi rischi che lo riguardano, concludendo la serie dei post dedicati alle buone pratiche di protezione civile, almeno per il momento. Il maremoto, detto anche tsunami (dal giapponese tsu = porto e nami = grande onda) è un fenomeno che contrariamente a quanto possa far pensare il nome italiano, non è necessariamente legato ad un evento sismico. A causarlo potrebbe essere anche un'eruzione vulcanica o una frana che si riversa in mare o sottomarina. Maggiore è la profondità a cui si verifica l'evento, maggiore sarà la potenza distruttiva dello tsunami, questo accade perché l'energia generata si trasferisce all'acqua, che avvicinandosi alla costa perde velocità e profondità, l'energia accumulata quindi si concentra su di un volume minore di acqua, che a parità di potenza iniziale, salvo perdite dovute all'attrito dei fondali, riesce comunque a spingersi per centinaia di metri sulla terraferma travolgendo violentemente qualsiasi "ostacolo" incontri sul suo percorso. Tutti ricordiamo le sconvolgenti immagini dei due più importanti maremoti verificatisi negli ultimi anni in Indonesia nel 2006 ed in Giappone nel 2011, anche l'Italia nel corso dei secoli è stata interessata da questi eventi, quindi è importante, come sempre, sapere come comportarci in queste situazioni, trovate le informazioni schematizzate al link sopra riportato. La natura, le sue regole ed i suoi fenomeni alle volte possono sembrarci crudeli, ma spesso è nostra la colpa di non rispettarla e di voler "invadere" ogni suo spazio, facciamolo quantomeno rispettandola al meglio e tutelandoci, in fondo la sua bellezza è figlia anche di questi eventi.

Ieri ricorreva il quarantaduesimo anniversario del terremoto in Irpinia, certamente una delle più gravi tragedie italiane. All'epoca la protezione civile, non esisteva, fu istituita solo due anni dopo spinta anche dalla tragedia di Vermicino. Avremo certamente modo , in seguito, di approfondire la storia precedente e postuma alla nascita di questo organo. Per il momento possiamo però constatare che di strada ne è stata fatta tanta. Ci sarebbe da scrivere a lungo sui terremoti, le loro cause, i loro effetti, tantopiù che la scienza ha ancora tanto da capire su questi fenomeni, ma per ragioni di brevità e di argomento mi limiterò ad alcuni concetti. L'italia è notoriamente un Paese sismico per la sua geologia e morfologia, un territorio che spazia da vette altissme al mare, ricco di vulcani, di cui alcuni ancora attivi, la quasi totalità del territorio è interessata da questo rischio. Ad oggi i terremoti non sono prevedibili, o quantomeno non con largo anticipo, in alcune nazioni particolarmente sismiche si stanno testando sistemi di "early warning", ma si tratta appunto di progetti non ancora completamente maturi, mentre abbiamo in mano un'arma potente, quella della prevenzione. Fare prevenzione nei confronti dei terremoti non è così complesso come si potrebbe immaginare, è importante assicurarsi che gli edifici in cui ci troviamo più spesso (casa, lavoro, ...) siano adeguati alla normativa sismica vigente e seguire quelle poche semplici regole che sono schematicamente riportate nel link al progetto "Io non rischio", alle quali voglio aggiungere due ulteriori cautele: - Quando scendete dalle scale cercate di farlo, se possibile, quanto più vicini alla parete, essendo la parte più resistente di queste; - Quando uscite fuori prestate la massima attenzione ad eventuali oggetti o cornicioni che pur non essendo crollati sono pericolanti e che comunque potrebbero rovinare giù senza preavviso. Teniamo sempre presente che ad una scossa potrebbe seguirne una successiva a breve distanza temporale e ovviamente la sua forza non è determinabile, quindi mettiamoci sempre in sicurezza non sottovalutando il rischio. Riguardo a come proteggersi in caso di terremoto esiste anche una teoria piuttosto recente e non ancora accettata ufficialmente detta "il triangolo della vita", teoria valida in alcune situazioni estreme, ma che merita il giusto spazio di approfondimento per trattarla in questo post. Ricordiamoci infine che *"non è il terremoto ad uccidere, ma le opere dell'uomo."* Cit.

Abbiamo visto che ognuno di noi è parte attiva del sistema di Protezione Civile, ed abbiamo anche letto delle *buone pratiche di protezione civile*, ma cosa sono queste ultime? Sono semplicemente dei comportamenti e atteggiamenti da tenere nei confronti di alcune tipologie di rischio per poterli mitigare. Considerando l'imperversare del maltempo, su alcune zone dell'Italia in particolare, in questi ultimi giorni, ho deciso di iniziaread affrontare l'argomento partendo dal **rischio alluvione**. Il Dipartimento di Protezione Civile ha avviato un buon progetto in merito, molti di voi sicuramente conosceranno "Io Non Rischio" ed è a questo che farò riferimento in questo post, essendo strutturato schematicamente e fornendo una buona base di informazioni e comportamenti da seguire e di cui vi inserisco il link. Voglio però integrare le informazioni riportate con altri rischi connessi al maltempo, in particolare **la caduta di fulmini** ed **il vento**. Eviterò di approfondire come si muovono i fulmini e se essere colpiti da questi ultimi è un evento abbastanza raro, nella quasi totalità dei casi conduce direttamente alla morte. Per ridurre la posibilità che ciò accada è opportuno, durante un temporale, evitare di: - Ripararsi sotto alberi alti e isolati; - Tenersi vicini a tralicci o pali della luce/telefono o antenne; - Restare (soprattutto in piedi) in zone completamente aperte, quali prati, spiagge, in prossimità o dentro piscine e laghi; - Utilizzare oggetti metallici quali utensili da giardino e simili; Se tvi trovate in un bosco ad esempio cerca riparo in una formazione rocciosa o sotto una fitta coltre composta da numerosi alberi, mantenedovi il più possibile asciutti e bassi. Ovviamente siate accorti nell'evitare luoghi che potrebbero improvvisamente allagarsi. Se possibile meglio raggiungere un'auto che anche se colpita da un fulmine, così come per gli altri mezzi di trasporto, funge da gabbia di Faraday proteggendovi. Anche il vento porta con se numerosi rischi ed è opportuno osservare le seguenti cautele evitando di: - Sostare o transitare sotto alberi, soprattutto quando si è a piedi, alcuni alberi, anche se apparentemente robusti e imponenti, hanno un apparato radicale esiguo e possono essere facilmente divelti dal vento. - Ripararsi sotto i cornicioni ed in prossimità di edifici per evitare il rischio di caduta di tegole, vasi o pezzi degli stessi cornicioni; - Tenersi vicini a porte e finestre in vetro che potrebbero sbattere e frantumarsi; Prestate anche attenzione a cartelloni pubblicitari, impalcature e strutture simili, veicoli pubblicitari e telonati, anch'essi sucettibili di un'alta possibilità di ribaltamento in caso di vento particolarmente forte. Il cosiddetto "rischio zero" è un traguardo impossibile da raggiungere, ma tenendo i giusti comportamenti ed atteggiamenti è possibile affrontare in sicurezza e agevolmente questi eventi. E se non avete impegni indifferibili il consiglio è di restare al chiuso, meglio se a casa e dedicarsi a qualche piacevole attività, magari anche sorseggiando una bevanda calda.

Il ruolo del cittadino nel sistema di Protezione Civile
Come accennavo nel primo post, ognuno di noi ha il suo ruolo all'interno del sistema di Protezione Civile, questo aspetto è specificatamente normato nel capo V del Decreto Legislativo n° 1/2018, che rappresenta il più importante aggiornamento legislativo sulla materia dopo la Legge n° 225/1992. In particolare all'Art. 31 comma 3 specifica che *"I cittadini possono concorrere allo svolgimento delle attività di protezione civile, acquisite le conoscenze necessarie per poter operare in modo efficace, integrato e consapevole, aderendo al volontariato organizzato operante nel settore, [...], ovvero, in forma occasionale, ove possibile, in caso di situazioni di emergenza, agendo a titolo personale e responsabilmente per l'esecuzione di primi interventi immediati direttamente riferiti al proprio ambito personale, familiare o di prossimità, in concorso e coordinandosi con l’attività delle citate organizzazioni."* Oggi tralasciamo il volontariato al quale daremo ampio spazio in seguito, soffermiamoci invece sul ruolo del cittadino, che per la prima volta viene ufficialmente riconosciuto e chiamato ad essere parte attiva nell'ambito ermergenziale. Ricordiamo tutti "gli angeli del fango" che in più eventi alluvionali hanno contribuito enormemente al ripristino di strade e locali devastati dalla furia delle acque. Il rischio in queste occasioni è che però, per la grande solidarietà e voglia di aiutare, ci si possa mettere in pericolo, ecco che viene specificato *"ove possibile"* e *"responsailmente"*, quindi secondo le proprie capacità e competenze, senza che questo comporti dei rischi per la propria e altrui incolumità. Banalmente anche il semplice mettere in sicurezza se stessi, i propri familiari e le proprie cose è già un grandissimo contributo apportato al sistema dell'emergenza e sarà argomento dei prossimi post. Per chi avesse voglia di approfondire ho inserito il link al testo completo del Decreto.

  • @Gen
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    10 giorni
Benvenuti!!
Anzitutto ringrazio di cuore gli admin, in particolare @skariko@feddit.it per avermi dato l'opportunità di creare questa comunità. La mia passione per la Protezione civile nasce oltre 10 anni fa iniziando con il volontariato, e mi ha preso cosi tanto che oggi lavoro in quest'ambito oltre ad essere anche volontario sia in Protezione Civile che in Croce Rossa Italiana. Non sarò il solo ad occuparmi di questo spazio, ma a brevissimo si aggiungerà la mia amica e collega e in seguito altri, anche tu sarai parte attiva della comunità, perché ognuno di noi cittadini ha il suo ruolo in protezione civile, una frase che sicuramente avrai già sentito e che è molto di più di ciò che sembra, come scopriremo nei prossimi giorni.
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Benvenuti!!
  • @Gen
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    10 giorni

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