Tra le nuvole
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Come si può vedere al minuto 1:08 del [teaser trailer ufficiale](https://yewtu.be/watch?v=97cwaeo-pS8) di *Indiana Jones e la Ruota del Destino* una sequenza di ben un secondo fa saltare sulla sedia tutti i fan di *Star Wars*, perché ricorda molto da vicino il salto nell'iperspazio inquadrato dal punto di vista dei piloti del leggendario Millennium Falcon. Naturalmente non serve ricordare a nessuno che l'avventuroso archeologo professor Jones interpreta anche il mascalzone spaziale Han Solo, donando personaggi iconici e ormai leggendari a ben due grosse saghe Lucasfilm. Dopotutto non è la prima volta che Steven Spielberg e George Lucas [si omaggiano a vicenda nelle proprie pellicole](https://insolenzadir2d2.it/indiana-jones-riferimenti-star-wars/635/). Il loro zampino c'è anche in questa occasione, perché i due sono accreditati come produttori esecutivi, perciò con buona voce in capitolo nella realizzazione del film, nonostante il regista sia James Mangold, che ha collaborato nella scrittura e ha diretto cosucce come *Logan - The Wolverine* (2017). Una tradizione che non poteva mancare di venire ereditata. # Ok, ma cos'è l'aereo che vediamo nel teaser? Domanda legittima, e anche in questo caso un omaggio alle *Guerre Stellari* di una volta. In particolare l'abitacolo che si intravede è di un bombardiere bimotore tedesco che operò nella seconda guerra mondiale, l'[Heinkel He 111](https://it.wikipedia.org/wiki/Heinkel_He_111). ![Un Heinkel He 111 in decollo.](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/98/Heinkel_HE111K.jpg) ## Cosa c'entra col Millennium Falcon? C'è un simpatico aneddoto legato alla creazione dei modellini delle astronavi della galassia lontana lontana, ovvero che per realizzarli spesso si mischiavano pezzi di altre cose al fine di ottenere un risultato originale: si andava da aeroplani, camion, navi e persino case. Per la cabina di pilotaggio del pezzo di ferraglia più amato nel cinema fantastico hanno usato il vetro di un [Boeing B-29](https://it.wikipedia.org/wiki/Boeing_B-29_Superfortress), nato come bombardiere americano e poi utilizzato anche per altri scopi, come portare in alta quota il prototipo [Bell X-1](https://it.wikipedia.org/wiki/Bell_X-1) che permise di superare per la prima volta la barriera del suono, avviando così il programma spaziale della NASA. ![Un X-1 "caricato" nel vano bombe del B-29](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/af/Bell_X-1_in_the_belly_of_a_B-29.jpg/1280px-Bell_X-1_in_the_belly_of_a_B-29.jpg)

Curiosando tra i gruppi Facebook dedicati all'aeronautica italiana mi sono imbattuto in una bella storia di vita vissuta da parte di un pilota che nei primi anni Ottanta volava su un bell'aeroplano progettato e costruito dalla Fiat: il [G.91](https://www.aeronautica.difesa.it/storia/museostorico/Pagine/FiatG91R.aspx), affettuosamente ribattezzato "Gina", mentre nella versione [G-91 Y](https://www.aeronautica.difesa.it/storia/museostorico/Pagine/FiatG91Y.aspx) è stato americanizzato in "Yankee". Una versione adeguatamente riadattata, il [G-91 PAN](https://www.aeronautica.difesa.it/storia/museostorico/Pagine/FiatG91PAN.aspx) è stata per molti anni al servizio delle Frecce Tricolori. L'autore del ricordo, tra l'altro ben scritto, non mi era nuovo. Infatti ho scoperto che avevo già in casa un suo libro: ***In bocca al lupo, Maggiore***, una raccolta di racconti dedicati ad altrettanti piloti. L'autore è Flavio Babini, che ha maturato ben duemila ore di volo su questa mitica macchina. L'ormai ex-pilota, che ha tolto le ali dalla divisa ma le ha ancora saldamente fissate sul cuore, ha ripensato allo "Spirito di Corpo", come ha dichiarato nel post originale, "che unisce i piloti di un Gruppo di volo." Così ha raccontato questo episodio personale, tratto dal racconto *Una questione urgente* inserito nel libro sopra citato. > A Cervia stavano asfaltando la pista e tutto il 101° Gruppo, piloti, specialisti e G 91Y, erano rischierati alla Squadriglia Collegamenti di Rimini. Ero al Gruppo da poco più di un anno ed ero il più giovane pilota. Ero felice per le emozioni del volo appena concluso ma anche preoccupato per mia moglie che, sola in casa a Cesena, era al nono mese della prima gravidanza. Dopo il consueto caffè, offerto e bevuto con i colleghi piloti del 101, andai nell’ufficio adibito a sala navigazione per studiare e pianificare il secondo volo che prevedeva una bassa quota in Toscana, Lazio e Campania. Dopo mezz’ora avevo già il velivolo assegnato e mi rivedo ancora camminare sul lungo parcheggio degli aerei, tenendo con una mano il casco ancora nuovo e luccicante, mentre nell’altra stringevo il cosciale e la cartina su cui era tracciata la bassa quota che avrei volato poco dopo. A quel tempo si volava quasi ogni giorno in formazioni di due o quattro aerei, ma la missione che mi apprestavo a compiere era da solista ed ero perciò ancor più entusiasta. Poco dopo, nell’hangar della Squadriglia Collegamenti - utilizzato dai nostri specialisti per fare le ispezioni periodiche agli aerei - squillò il telefono e il Capo del Centro Manutenzione, un nostro Capitano, rispose al telefono. All’altro capo del filo c’era mia moglie che chiese di poter parlare con me. Il Capitano gentilmente le disse che ero già seduto sull’aereo e le chiese: «È una questione urgente?». Al che mia moglie rispose che non era una questione urgente e che avrebbe richiamato più tardi. Poi, prima di riagganciare, aggiunse: «Una volta che sarà atterrato, gli dica che mi sono venute le contrazioni». Vi lascio immaginare la reazione del Capitano. Lo sentirono rispondere: «Ma signora non è una questione urgente è urgentissima!» e abbandonato il telefono lo vidi arrivare di corsa al mio aereo che urlava a squarciagola: «Presto, presto! Scendi giù e corri a casa che a tua moglie sono venute le contrazioni!» Mi slegai dal Martin Baker e andai a cambiarmi per indossare nuovamente la divisa. In quei pochi minuti, gli amici piloti del 101, organizzarono tutto: appena indossata l’uniforme mi caricarono sull’auto del Comandante il 101° Gruppo e l’autista mi portò presso una piazzola dell’aeroporto di Rimini dove un elicottero, un Augusta Bell AB 47, era già in moto. Decollammo in meno di un minuto e dopo neanche dieci minuti atterrammo alla Squadriglia Collegamenti di Cervia. Lì, una macchina blu con autista, che poi seppi essere l’auto del Comandante l’8° Stormo, mi condusse in un batter d’occhio al Villaggio Azzurro di Cesena. Quando entrai in casa non era neppure trascorsa una mezz’ora dalla telefonata di mia moglie che, appena mi vide, esclamò: «Già qui? Ma io non ho ancora finito la valigia!» Il racconto è condiviso qui con il permesso dell'autore. Il post originale si trova sul suo [profilo Facebook personale](https://www.facebook.com/BabiniFlavioLenin/posts/5915837481762738) ed è stato condiviso in un [gruppo dedicato](https://www.facebook.com/groups/315853958496729/posts/5634200636662008/) che riunisce piloti e appassionati del G-91.

L'Airbus BelugaST (A300-600ST) è atterrato in Florida questo fine settimana al Kennedy Space Center di Cape Canaveral. Il BelugaST ha consegnato a Eutelsat il satellite HOTBIRD 13G costruito da Airbus. **[(continua)](https://www.manufacturing.net/aerospace/news/22498884/beluga-delivers-airbus-satellite-to-kennedy-space-center)**

Da 'Top Gun: Maverick' alla realtà! Il Darkstar verrà esposto all'Edwards Air Show. Grandezza naturale, aereo irreale.
Se avete visto *Top Gun: Maverick* al cinema sicuramente sarete rimasti sbalorditi dalle prestazioni dell'aereo supersonico mostrato nel primo atto del film. *(La mia [microrecensione](https://poliverso.org/display/0477a01e-1462-e9a8-fd6e-74b205208882).*) Ecco, sebbene sia molto credibile sappiate che non vola nella realtà! Questo come altre piccole chicche che omaggiano la libertà creativa insita nella serie di videogiochi *Ace Combat* mi ha fatto apprezzare tantissimo il film. Progettato nientemeno che dalla divisione dedicata ai velivoli sperimentali di Lockheed Martin, l'impresa che ha costruito macchine come l'F-16, l'F-22 e l'F-35, tra gli altri, il Darkstar mostra un design e un cockpit che teoricamente sarebbe perfettamente in grado di volare. Solo che non lo fa per niente, è solo un dettagliatissimo oggetto di scena. L'aereo in questione verrà esposto in mostra statica alla base Edwards Air Force in California il 15 e 16 ottobre in occasione di una manifestazione. Peccato che non sia esattamente dietro l'angolo, perché a me piacerebbe molto vederlo dal vero. Chissà, magari un giorno farà un tour internazionale? Io ci spero. L'articolo originale su [Theaviationist.com](https://theaviationist.com/2022/10/07/darkstar-movie-prop-to-be-at-edwards-air-show/).
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Esiste un aeroplanino piccino picciò, che vola davvero, con a bordo un pilota, ma non serve a null'altro che a entrare nella classifica del Guinnes dei primati. È lo **Starr Bumble Bee II**, un trappolino giallo che ha volato nel 1988 ed è stato progettato appositamente per essere l'aereo più piccolo del mondo e ottenere così l'ambito riconoscimento mondiale. L'ho scoperto per caso stasera e me ne sono innamorato subito da quanto sia adorabilmente sgraziato. Ora è conservato al museo Pima Air & Space in Arizona. Ecco [la sua scheda](https://pimaair.org/museum-aircraft/starr-bumble-bee/). Per vedere quanto sia orrendamente bellissimo: [https://yewtu.be/watch?v=yH32NHRYG60]( https://yewtu.be/watch?v=yH32NHRYG60) > Immagine di Rseinc distribuita in licenza [CC BY-SA 4.0](https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/)
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Un aereo da record

Miyazaki, acquerelli e modellismo
Ancora Hayao Miyazaki, sì. Questa volta con un articolo che tratta alcuni fumetti per una rivista di modellismo realizzati tra il 1984 e il 1992. Si possono trovare influenze che sarebbero sfociate in *Porco Rosso* e *Si alza il vento*. Alcune di queste tavole si possono vedere, tradotte in italiano, al [museo di Volandia](https://www.animeclick.it/news/25207-kaze-tachinu-di-hayao-miyazaki-a-volandia), vicino a Malpensa.

La World Solar Airship Race è una corsa per dirigibili autonomi alimentati a energia solare attraverso l'Atlantico meridionale: riuscirà a realizzare la prima gara per dicembre 2023?
La World Solar Airship Race è una corsa per dirigibili autonomi alimentati a energia solare attraverso l'Atlantico meridionale dal Sud Africa al Brasile. I partecipanti saranno squadre studentesche provenienti da università di tutto il mondo. La Fédération Aéronautique International / World Air Sports Federation osserverà e registrerà i risultati. La prima gara si svolgerà a dicembre 2023. Lo scopo della gara La World Solar Airship Race è creata per stimolare la ricerca e lo sviluppo del trasporto aereo sostenibile ed è principalmente una competizione di progettazione. La filosofia normativa è quella di fornire ai gruppi di studenti i parametri su cui basare il progetto, piuttosto che specificare esattamente come costruire un dirigibile solare. La scienza e la tecnologia si evolvono e per incoraggiare le idee più innovative, si evolvono anche i requisiti degli eventi. Un aspetto importante di "sostenibile" significa che i dirigibili concorrenti devono utilizzare l'idrogeno come gas di sollevamento. Rispetto all'elio, che oggi è considerato l'unica opzione per motivi di sicurezza, l'idrogeno è davvero l'unica soluzione sostenibile a lungo termine per un'industria di notevoli dimensioni. **[Qui il sito dell'iniziativa](https://wsar.info/)**!

Torna al cinema Porco Rosso, un film di aviazione e importanti riflessioni
Hayao Miyazaki non ha mai nascosto la propria passione per l'aeronautica. Lo dimostra la presenza massiccia di oggetti volanti, tra aeroplani e altri "cosi" in moltissimi suoi film, anche in quelli non strettamente legati all'aeronautica. Lo studio di animazione stesso si chiama *Ghibli*, il nome di un vento, nonché soprannome di un [aereo italiano](https://it.wikipedia.org/wiki/Caproni_Ca.309). Una celebre frase del protagonista viene spesso condivisa online il venticinque aprile, uno schiaffo in faccia contro ogni forma di regime. Il tema generale del film, però, è proprio la libertà, come recita il titolo dell'articolo. Consiglio: il film che quest'anno celebra il trentesimo anniversario verrà proiettato in [alcuni cinema](https://www.studioghibli.it/rassegna-un-mondo-di-sogni-animati/) dal 1 al 7 agosto. Una bella occasione da non perdere, a mio parere.

Immagine dal post di [Anatoly Shashkin](https://mastodon.social/@dosnostalgic/108607380031478874) Non saprei dire se fosse proprio questa versione o la successiva, ma ricordo che feci da copilota a un amico di mio papà che ci giocava su Windows 95. In un breve volo da un aeroporto all'altro mi aveva mostrato come leggere i comandi, e a rispettare il piano di volo. Mi ricordo una grafica del genere. Questo è stato il mio primissimo impatto. Poi per conto mio ho provato più avanti *Flight Simulator II* su Atari XE ma i comandi erano così lenti e il rendering così approssimativo che l'ho abbandonato presto. Avevo in casa Atari quando nel mondo si affacciava PlayStation, quindi si sentiva bene il peso degli anni. Però ho conservato gelosamente [il libretto di istruzioni](https://pixelfed.uno/i/web/post/426138823283532765), che è stato il mio primo vero libro di aerotecnica. Quando ho avuto un PC decente ho giocato a [*X-Plane*](https://www.x-plane.com/) e poi su Virtual Console della Wii mi sono divertito da matti con [*Pilotwings*](https://www.nintendo.it/Giochi/Super-Nintendo/Pilotwings-775615.html), ora disponibile anche nel pacchetto SNES di Switch e sul Super Nintendo Mini. C'è qualche pilota virtuale in ascolto? Con cosa avete cominciato?
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Inauguro la comunità in quest'ora della notte indagando sulle origini del vostro interesse per il volo. Quando avete avuto il primo impatto con l'aviazione che vi abbia fatto dire: "Che bello"? La mia prima vera emozione con il volo l'ho provata negli anni Novanta, quando all'aeroporto militare di Cameri, in provincia di Novara, eseguivano i *Voli notturni.* Una coppia di F-104 decollava di notte simulando lo *scramble*, ovvero l'allarme intercettazione. Ovviamente io non ero a bordo, ma tra gli spettatori. Il rombo dei motori potentissimi di quegli apparecchi e vedere le lunghe fiammate che si alzavano nel cielo avevano un fascino potentissimo agli occhi e alle orecchie di un bambino. Per non parlare dei passaggi sulla pista, così veloci che prima li vedevi passare e poi li sentivi. Il mio primo effetto wow a tema è proprio quello. In foto: uno *Spillone* in servizio a Cameri. Dall'archivio del [Circolo del 53° Stormo](https://www.circolodel53.it).

Una comunità sul volo?
crosspostato da: https://feddit.it/post/5635 > La visione di Top Gun Maverick e la visita a Volandia mi hanno fatto pensare che potrebbe essere interessante aprire una comunità dedicata all'aviazione. Il volo è il sogno dell'uomo da sempre! > Inviterei a condividere consigli, recensioni o considerazioni su film e libri a tema volo, modellismo, aneddoti o esperienze di volo, videogiochi e simulazioni. > > Siccome inevitabilmente l'industria bellica è stata determinante nello sviluppo di certe tecnlologie, soprattutto durante il fascismo, inviterei a trattare questi argomenti attenendosi strettamente alla contestualizzazione storica, senza esaltare né il regime né l'impiego come armi, ma concentrandosi solo sul piacere del volo e sulla raffinatezza tecnologica di queste macchine. > > Come titolo ipotizzerei "Tra le nuvole" con url "!aviazione". > Che ne pensate?

Tra le nuvole
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    Ecco un posto dove possiamo andare sia metaforicamente che fisicamente con la testa fra le nuvole.

    Sono benvenuti tutti gli interventi inerenti all’aviazione:

    • Consigli, recensioni o considerazioni su film e libri a tema volo
    • Condivisione di modellini
    • Racconto di ricordi, aneddoti o esperienze di volo
    • Videogiochi e simulazioni di volo

    L’industria aeronautica italiana è stata fiorente anche in uno dei periodi più bui della nostra storia, ovvero l’epoca fascista. In caso di condivisione di materiale relativo a quel periodo occorre puntualizzare la contestualizzazione storica e non esaltare in alcun modo il regime.

    Questo vuole essere un luogo dove si celebra il piacere del volo e dove si condividono in maniera squisitamente tecnica la progettazione di queste macchine volanti, anche se il fine fosse quello bellico. Si invitano quindi tutti gli utenti a concentrarsi su questo spirito, possibilmente senza inneggiare gli impieghi armati.

    Per capire come funziona la piattaforma potete affidarvi all’esauriente Guida all’utilizzo di Feddit

    Buon volo!


    Icona: Un fotogramma tratto da The Great Waldo Pepper (1975) in Italia conosciuto come Il temerario.

    Copertina: Le Frecce Tricolori in formazione.


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