“Condanna a morte socio-economica”: il giornalista tedesco di origini palestinesi Hüseyin Doğru al centro di un processo kafkiano made in Bruxelles

Hüseyin Doğru è ora minacciato di sfratto dopo che un tribunale tedesco ha confermato le sanzioni dell’UE per la sospensione di una banca in un caso storico sulla libertà di espressione.

La libertà di parola è minacciata da uno strumento sanzionatorio dell’UE poco conosciuto ma potente, che nei prossimi anni potrebbe colpire i giornalisti di ogni schieramento politico.

NOTA EDITORIALE: Attenzione, Remix News è una testata ultranazionalista di proprietà di Patrick Egan, consulente politico USA residente in Ungheria, noto per i suoi legami storici con il partito Fidesz di Viktor Orbán. La testata non è attendibile, ma l’articolo in questione riporta notizie fondate. Purtroppo il caso di Hüseyin Doğru sta venendo raccontato solo da testate antieuropee o filorusse, ma il suo caso è estremamente importante per il rischio di generalizzazioni (a differenza degli altri soggetti sanzionati infatti Doğru non rientra nel tipico agente al soldo di Mosca), per l’appellabilità dei provvedimenti sanzionatori europei e per la libertà di espressione in generale

https://rmx.news/article/socio-economic-death-sentence-german-journalist-threatened-with-homelessness-after-german-court-upholds-eu-sanctions-to-suspend-bank-in-landmark-free-speech-case/

@giornalismo

    • macfranc@poliversity.itOP
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      4 months ago

      @Apolide il suo caso in realtà è un po’ diverso perché i legami con Santa Madre Russia sono palesi, mentre nel caso del giornalista tedesco questi legami erano molto più tenui e puramente editoriali. Oltretutto a differenza di tutti questi soggetti, che sono oggettivamente agenti russi di fatto, Dogru ha sempre tenuto una posizione di condanna nei confronti dell’invasione Ucraina, il che ti fa capire quanto le sanzioni siano immotivate. E il fatto che siano difficilmente appellabili non fa altro che rendere la situazione ancora più kafkiana

      • Apolide
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        4 months ago

        La Svizzera non ha sanzionato Baud. Figurati se non avrebbe preso provvedimenti nel caso fosse stato un conclamato “agente” russo. Dal mio punto di vista, queste sanzioni sono illegali sia contro ogni Costituzione realmente democratica, sia essa nazionale o a livello europeo. Poi, che sia punibile avere un’opinione politica pro o contro mi pare sia il colmo dell’antidemocraticità. (Baud, tra l’altro, ha definito più volte Putin “dittatore” nei suoi libri). Forse molti non se accorgono, o fanno finta, ma questa UE sta avanzando velocemente vero la formula di “governo autoritario oligarchico” dove i posti chave sono tenuti dagli Stati più piccoli e economicamente irrilevanti, i Baltici, che hanno interessi e fobie completamente divergenti da quelle dell’area ovest/mediterranea.